ARPIONI
SAB 20 LUGLIO

Collettivo musicale composto da più di dieci elementi, nato nel 1990 a Bergamo. Quasi subito inizia l'attività live facendosi apprezzare soprattutto dagli amanti dello ska. Del 1999 la loro collaborazione con Laurel Aitken, uno dei padri nobili della musica giamaicana, attivo sin dalla fine degli anni cinquanta del novecento e non a casa noto come "il Padrino dello Ska". Gli Arpioni sono stati inoltre anche la band ufficiale italiana di Tonino Carotone. Dopo la tournée del 2000 che li vide coprotagonisti al tempo del tormentone "Me cago en l'amor", sono tornati nel 2005 a esibirsi insieme nel Malacabeza tour per oltre 80 date. È del 2005 l'ultimo album Malacabeza, nel quale ospitano numerosi amici, tra i quali Roy Paci, Tonino Carotone, Valerio Mastandrea e Stefano Rosso. La formazione della band nel corso degli anni ha subito molte variazioni, così che ogni loro lavoro risente delle influenze dei vari componenti alternativi. Mentre resta costante la presenza di Stefano "Kino" Ferri, che sostituì Ugo Crescini, cofondatore e cantante fino al 1994, così come quella di Franco "Skarpe" Scarpellini, altro cofondatore e unico membro presente fino dagli inizi. Ferri e Scarpellini sono anche i maggiori autori dei brani originali della band e ne sono in qualche modo custodi della continuità e direttori artistici. Dopo un periodo di inattività durato otto anni, la band si è riunita con una nuova formazione, iniziando un'intensa attività live che perdura e sta avendo un buon riscontro, radunando vecchi e nuovi fan. Nel giugno 2018 è stato rilasciato il brano "Should i stay or should i go", cover alla loro maniera della nota hit dei Clash. Il brano è anche stata occasione per realizzare un video che affronta in modo ironico ed inequivocabilmente antirazzista la questione delle migrazioni.

ANDREA VAN CLEEF
VEN 19 LUGLIO

Conosciuto ai più per la sua militanza nel settore stoner-heavy-psych (vedi Humulus), Andrea Van Cleef torna a Febbraio con il suo secondo disco solista, dopo “SUNDOG” del 2012.
Tropic of Nowhere” vede Andrea misurarsi con un rock di matrice chiaramente americana, con grande spazio per la chitarra elettrica, tra brani tiratissimi e ballate più tradizionali, di frontiera e psichedeliche. Tra i notevoli ospiti del disco i fratelli Del Castillo (già nei Chingòn, band apparsa nelle colonne sonore di film come “Machete”, “Dal tramonto all’alba” e “Grindhouse”) e Patricia Vonne (sorella del regista Robert Rodriguez). Il disco viene presentato con brani veloci e divertenti.. alternati a digressioni più psichedeliche.


SAFARI
VEN 19 LUGLIO

I Safari sono un trio genovese. A testi in italiano sovrappongono un sound moderno di matrice internazionale. È il palco l’ambiente ideale dei Safari, nel 2017 la band si qualifica seconda al concorso regionale Wanted Primo Maggio e partecipa alla XV edizione del Festival delle Periferie di Genova. A febbraio 2018 esce il primo EP della band intitolato "La Gente Non Sta Bene”, insieme al video dell’omonimo singolo, registrato e prodotto a Ferrara presso lo studio di Manuele “Max Stirner” Fusaroli, fonico e produttore di gruppi quali Teatro degli Orrori, Management, Giorgio Canali, Voina, Luci della Centrale Elettrica. Il disco riceve ottime recensioni sulla stampa locale e su riviste e blog nazionali. Segue un tour di una ventina di date che porta la band a farsi conoscere nei locali del nord-ovest italiano, facendosi distinguere ed apprezzare per le loro canzoni e per la loro energia live. Ad agosto del 2018 la band entra a far parte di Progetto Viaggio Senza Vento, per il 25° anno dall’uscita del celebre album dei Timoria, a cui partecipa OMAR PEDRINI in persona, con cui condivideranno il palco a novembre 2018 presso il Teatro Govi di Genova. A fine anno esce il video del secondo singolo “Niente di Speciale”, in chiusura del tour. L’attività della band prosegue senza sosta: a gennaio 2019 iniziano le registrazioni del nuovo album, presso il Greenfog Studio di Mattia Cominotto. Il disco verrà anticipato da due singoli in uscita nella prima metà dell’anno, a cui verrà affiancata una nuova stagione live che avrà inizio da febbraio. L’uscita del nuovo album è prevista per l’autunno del 2019.


FRUSTA & SPILLO
SAB 20 LUGLIO

Frusta & Spillo è un progetto nato a Sestri Ponente nel 2012, anno in cui Frusta e Spillo decidono di esprimere la loro quotidianità attraverso brani non riconducibili ad un unico genere musicale. Dopo un lungo periodo il gruppo comincia a prendere forma diventando, inizialmente, un trio per poi aggiungere nel 2017 la formazione attuale composta da 5 elementi. 

Genova, i suoi luoghi, la sua gente sono alcuni punti di partenza per il processo produttivo della band.

"Lébrilieu" è il primo disco ufficiale di Frusta & Spillo, un viaggio nel passato tra scene di vita quotidiana, trasgressioni e luoghi fulcro della movida genovese raccontata attraverso gli occhi della band.


SBOOM!
SAB 20 LUGLIO

Da sestri potente, veterani del..tutto, propongono un reggae contaminato, gioioso, rockettaro, folklorico, come una bulaccata di colori e svarioni dal cielo plumbeo della periferia ovest genovese. Da anni attivi con lo stesso spirito della prima volta in saletta, i loro concerti sono sinonimo di bolgia, salti e balli. Alle percussioni Mr Carlito Brigante the king of azala sound...

DISTILLERIA SONORA
VEN 19 LUGLIO

I Distilleria Sonora nascono dalle ceneri dei Memento formatisi nel 2008. La band si dedica inizialmente a cover della band statunitense alternative rock Audioslave per poi avventurarsi nella realizzazione di pezzi inediti in italiano. Dal 2013 i Memento realizzano diversi lavori: “Stretto alla mia poltrona” (2013), “Fuori Stagione” (2015) , “Asini” (2016). Nel corso di questi anni la band ha cambiato i suoi componenti  ad eccezione di Stefano “ SteVa” Guarnaccia, fondatore ed unico membro rimasto della formazione originale. Nel 2018, a riconferma di una nuova trovata identità, la band cambia nome e diventa “Distilleria Sonora” dove i suoni vengono pensati con cura diventando pensieri e idee. Contestualmente esce il nuovo lavoro “QuadrIttico” che consolida questa nuova identità a partire dal profondo significato che sta dietro al numero 4: quattro sono i pezzi proposti, quattro i componenti, quattro è il simbolo della realtà concreta e della completezza ritrovata.


ALMANYA - LA MIA FAMIGLIA VA IN GERMANIA
CINEMA ALL'APERTO - DOM 21 LUGLIO

Dopo aver lavorato per 45 anni come operaio ospite ("Gastarbeiter") Hüseyin Yilmaz, annuncia alla sua vasta famiglia di aver deciso di acquistare una casetta da ristrutturare in Turchia. Vuole che tutti partano con lui per aiutarlo a sistemarla. Le reazioni però non sono delle più entusiaste. La nipote Canan poi è incinta, anche se non lo ha ancora detto a nessuno, e ha altri problemi per la testa. Sarà però lei a raccontare al più piccolo della famiglia, Cenk, come il nonno e la nonna si conobbero e poi decisero di emigrare in Germania dall'Anatolia.
Esiste ormai nel cinema contemporaneo dai tempi di East is East un modello di narrazione che potremmo definire "commedia sull'integrazione". Di solito si tratta di una famiglia di immigrati che risiede all'estero da tempo e che è ormai abbastanza ampia da consentire la compresenza della prima generazione con quella di figli e/o nipoti nati su suolo straniero. Almanya aderisce pienamente al modello senza particolari originalità se non per la caratteristica (determinante) di scegliere come proprio soggetto una famiglia turca. Come è noto la nazione che in Europa ospita il maggior numero di turchi è proprio la Germania. I dati statistici ci dicono che su 82 milioni di abitanti i turchi costituiscono un'entitàdi circa 1.7 milioni di persone legalmente residenti. I problemi legati all'integrazione non sono sicuramente mancati. Di recente però, grazie anche all'opera di Fatih Akin, il cinema tedesco ha prodotto film che costituiscono un ponte fra le due culture.
Mancava però la commedia generazionale che prende le mosse, grazie all'escamotage della narrazione al piccolo di famiglia, da come il nonno fosse giunto come milionesimoeuno emigrante nella Germania del boom economico. Si sviluppa così una sorridente alternanza tra un passato di difficoltà e una progressiva crescita operosa. L'idillio prevale sui contrasti ma l'ironia non manca. Così come viene descritta con una molteplicità di sfaccettature la figura del nonno pronto ad integrarsi al suo arrivo ma ora assolutamente disinteressato ad acquisire la nazionalità tedesca caparbiamente voluta e ottenuta dalla moglie. Soprattutto nella parte finale il film (che invece regge bene il ritorno in Turchia con acute osservazioni sui pregiudizi) non riesce a sfuggire a un po' di retorica al glucosio che finisce con il nuocergli più che portargli vantaggi.
Questo però non inficia la resa complessiva di un'opera divertente che consente anche ai non esperti di storia e società tedesche di divertirsi e (magari, perché no?) di fare anche produttivi paragoni con situazioni italiche passate e presenti.